Cibi Fermentati: Guida ai Benefici e Tecniche di Preparazione

Tecniche

Marco Fortunato

30/01/2025

Guida alla fermentazione: tra Scienza, Tradizione e Innovazione

Come dico sempre la fermentazione è un processo naturale, una seguenza di reazioni chimiche in cui il metabolismo di microrganismi come batteri, lieviti e muffe, trasformano principalmente lo zuccheri e altri composti organici in prodotti diversi, tra cui acidi, gas e alcol. Questo fenomeno avviene sena il contributo dell'ossigeno o in sua presenza limitata ed è stato sfruttato dall'uomo fin dall'antichità per conservare il cibo, migliorarne le proprietà organolettiche e aumentarne la digeribilità​.

I principali tipi di fermentazione alimentare sono:

  • Fermentazione lattica:

processo metabolico un cui i batteri lattici (come Lactobacillus e Bifidobacterium) convertono gli zuccheri in acido lattico, dando origine a prodotti come yogurt, kefir, kimchi e crauti​.

  • Fermentazione alcolica:

processo metabolico in cui i lieviti di tipo alcolico, trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica, fondamentali nella produzione di vino, birra e sake​.

  • Ossidazione acetica:

processo metabolico in cui i batteri acetici (come gli Acetobacter) ossidano l'alcol etilico in acido acetico, creando prodotti come aceto di mele. Questo stesso processo lo ritroviamo anche nel kombucha​.

  • Fermentazione alcalina:

processo metabolico in cui alcuni batteri aerobi, (come Bacillus subtilis), producono composti alcalini che conferiscono ai cibi sapori unici, come nel caso del natto e della kinema​.

Tradizione e fermentazione nei diversi continenti

Essendo una delle più antiche tecniche di trasformazione alimentare (di cui troviamo tracce risalenti a oltre 10.000 anni fa) questa pratica si è diffusa in tutto il mondo e presso tutte le popolazioni esistenti. Le prime testimonianze provengono dall'Egitto e da tutto il medioriente, dove birra, pane lievitato, latte e miele fermentato erano parte integrante della dieta quotidiana​. Nello stesso periodo anche le popolazioni cinesi ed orientali producevano alimenti fermentati usando substrati differenti come soia e riso.

Ogni cultura ha sviluppato tecniche di fermentazione specifiche in base alle risorse locali:

Asia: in Corea il kimchi è un alimento fermentato oramai iconico, ricco di probiotici e dal sapore complesso. In Giappone, dove miso e natto sono stati utilizzati per dare profondità di gusto e benefici per la salute​. In Indoniesia dove il Tempeh e l'Oncom sono stati utilizzati per valorizzare legumi come soia e scarti di girasole e cocco.

Europa: dal pane a lievitazione naturale ai formaggi fino ai salumi stagionati, frutto di secoli di esperienza con la fermentazione lattica​. Per non parlare dell'antica tradizione della Birra, del Vino e del Sidro.

Africa: dove bevande fermentate come il Togwa in Tanzania, il vino di palma in Nigeria o il Sorgo fermentato nel miele in Etiopia sono esempi di fermentazioni spontanee che hanno un importante valore culturale, nutrizionale e cerimoniale​.

America Latina: paese in cui la Chicha, un fermentato a base di mais, affonda le sue radici nelle civiltà precolombiane e viene ancora oggi preparata secondo tradizioni antiche come anche la fermentazione del caffé. Il Tepache Messicano a base di Ananas, fino alla presunta origine dei Tibicos provenienti proprio da centro america.

Oltre alla conservazione, la fermentazione ha permesso di sviluppare alimenti cerimoniali, in grado di conservarsi e di permettere la sopravvivenza di intere popolazioni, oltre alla creazione di nuovi sapori e consistenze. I cibi fermentati, cos' come la cottura del cibo, hanno contribuito a migliorare la digestione di alimenti difficili da assimilare, aumentando la biodisponibilità di vitamine e minerali​. Inoltre, ha contribuito alla capacità dei popoli di rendersi autonomi, in periodi in cui non esisteva il libero mercato e la libera circolazione delle merci, riducendo gli sprechi e valorizzando ogni tipo di scarto, creando una vera e propria "economia" circolare.

I Principi Scientifici della Fermentazione

Come detto, la fermentazione è un processo biologico naturale legato al metabolismo e mediato da microrganismi come batteri, lieviti e muffe, i quali utilizzano substrati organici trasformandoli in prodotti finali con caratteristiche nutrizionali, organolettiche e conservative migliorate. Questo processo è essenziale per la produzione di alimenti ma anche per la conservazione e la loro totale trasformazione.

Batteri lattici

I batteri lattici (LAB, Lactic Acid Bacteria ) sono microrganismi anaerobi facoltativi che trasformano zuccheri semplici in acido lattico. Tra le specie più comuni si trovano:

  • Lactobacillus spp.: utilizzati nella produzione di yogurt, kefir e crauti​.
  • Streptococcus thermophilus: impiegato nei latticini per migliorare la consistenza e il sapore​.
  • Leuconostoc spp.: protagonisti nella fermentazione dei vegetali, come il kimchi​.

Vengono largamente utilizzzati anche: bifidobacterium, lactococcus, bacillus subtilis e molti altri impiegati in diversi processi di traformazion ealimentare.

Lieviti

I lieviti, in particolare Saccharomyces cerevisiae, sono responsabili della fermentazione alcolica. Questo microrganismo converte gli zuccheri in etanolo e anidride carbonica, rendendo possibile la produzione di bevande alcoliche e la lievitazione del pane​. Inoltre esistono lieviti non alcolici in grado di contribuire alla fermentazione ed alla tresformazione alimentare pur non producendo alcol, come Pichia, Candida, Lachaencea, utilizzati proprio per la produzione di bevande analcoliche o altre trasformazioni alimentari.

Muffa

Anche le muffe come Aspergillus oryzae, Penicillium roqueforti e Rhizopus oligosporus sono state usate per trasformare alimenti in prodotti come come miso, salsa di soia, tempeh e formaggi erborinati. Esse producono enzimi che scompongono proteine ​​e carboidrati, migliorando la biodisponibilità dei nutrienti e creando profili aromatici unici​. L'utilizzo delle muffe tecnicamente non è definito come fermentazione, anche se nella concezione popolare gli alimenti citati lo sono.

Processi Biochimici Fondamentali della Fermentazione

La fermentazione è quindi il matabolismo degli esseri viventi che utilizzano la propria digestione per produrre l'energia necessaria alla sopravvivenza, attraverso la degradazione parziale dei carboidrati. Il processo si articola in diverse fasi biochimiche, con la glicolisi come passaggio iniziale.

Glicolisi e Anaerobiosi

La glicolisi è il primo step della fermentazione, durante il quale il glucosio viene scisso in due molecole di acido piruvico, con la produzione di ATP (energia) e NADH. Nella fermentazione il piruvato non entra nel ciclo di Krebs (un'altro ciclo metabolico che utilizza anche l'ossigeno), ma viene convertito in diversi prodotti a seconda del tipo di microorganismo che opera la glicolisi. Il piruvato può essere trasformato ad esempio in:

  • Acido lattico, per opera dei batteri lattici (fermentazione lattica).
  • Etanolo e CO₂, grazie ai lieviti (fermentazione alcolica).
  • Acido acetico, attraverso i batteri acetici (ossidazione acetica).
  • Ammoniaca e poliglutammato, nei batteri alcalofili (fermentazione alcalina)​.

Differenze tra Fermentazione Lattica, Alcolica, Acetica e Alcalina

Ogni tipo di fermentazione è quindi il risultato metabolico dei vari microrganismi coinvolti, del substrato utilizzato e dei suoi prodotti finali.

Tipo di Fermentazione Microrganismi Coinvolti Substrati Prodotti Finali Esempi di Alimenti
Lattica Lattobacilli, Streptococchi, Leuconostomi Glucosio, lattosio Acido lattico Yogurt, kefir, crauti, kimchi
Alcolica Saccharomyces cerevisiae Glucosio, fruttosio Etanolo, CO₂ Birra, vino, pane
Acetico Acetobatterio, Gluconobatterio Etanolo Acido acetico Aceto di mele, kombucha
Alcalino Bacillus subtilis, Bacillus natto Proteina Ammoniaca, poliglutammato Natto, cinema (probabilmente refuso per kinema)

La fermentazione lattica è essenziale per la conservazione degli alimenti e induce loro acidificazione, mentre quella alcolica è fondamentale per la produzione di bevande e prodotti da forno con la differenza che nelle bevande si trattiene l'alcol (esempio l'imbottigliamento), mentre nei prodotti da forno si cerca di trattenere l'anidride carbonica nella lievitazione. L'ossidazione acetica avviene in presenza di ossigeno ed è caratterizzata dalla trasformazione di molecole di etanolo in acido acetico. Infine, la fermentazione alcalina è meno comune ma produce cibi altamente proteici con sapori intensi e unici​, a volte anche disgustosi.

Vuoi approfondire? Leggi anche "Omofermentanti ed Eterofermentanti: i segreti dei batteri lattici negli alimenti fermentati"


Il Processo di Fermentazione: Guida Pratica e Approfondita

Scelta delle Materie Prime e Preparazione degli Ingredienti

La qualità delle verdure utlizzate nella fermentazione è fondamentale per ottenere un prodotto sicuro e ricco di proprietà. Poiché la fermentazione dipende dall'attività dei microrganismi presenti naturalmente negli ingredienti, è essenziale selezionare prodotti freschi, senza pesticidi o conservanti, che potrebbero interferire con il processo. Prima di iniziare, gli ingredienti devono essere opportunamente preparati nei seguenti modi:

  • Lavaggio e taglio: il lavaggio è importante per rimuovere eventuali impurità come terra o polvere, senza però eliminare completamente i batteri lattici naturalmente presenti sulla loro superficie. Dopo il lavaggio la verdura viene tagliata o affettata per favorire il rilascio dei succhi, essenziali per il processo di fermentazione anaerobica. In alcuni casi si utilizzza verdura intera.
  • Aggiunta di sale o starter: Il sale è l'elemento che garantisce la fermentazione delle verdure, poiché aiuta a estrarre l'acqua e a creare un ambiente ostile ai microrganismi indesiderati, favorendo invece la crescita di Lactobacillus e altri batteri lattici. Per lo yogurt, il kefir, o il kombucha invece, si utilizzano colture starter contenenti le colture necessarie alla fermentazione​.
  • Mescolanza e pressatura: Nei processi di fermentazione come la salamoia o la salatura a secco, gli ingredienti vengono mescolati e lasciati riposare sotto pressione in contenitori ermetici per favorire il rilascio di liquidi e la formazione dell'ambiente anaerobico ottimale.

Ogni tipologia di fermentazione richiede un trattamento delle materie prime: i cereali destinati alla fermentazione alcolica, ad esempio, vengono macerati e cotti per liberare gli zuccheri fermentescibili, mentre nella fermentazione acetica è necessario partire da una base alcolica già sviluppata per favorire l'azione dei batteri acetici​.


Fattori critici: temperatura, tempo, ossigenazione, pH

Temperatura

La temperatura è uno dei parametri più critici nella fermentazione, poiché determina la velocità di crescita e l'attività dei microrganismi coinvolti. Temperature troppo basse rallentano il processo, mentre temperature troppo elevate possono uccidere i batteri benefici e favorire lo sviluppo di ceppi indesiderati. Ad esempio:

  • I batteri lattici funzionano al meglio tra i 18°C ​​ei 24°C , con picchi di efficienza intorno ai 22°C-25°C per il kimchi ei crauti​ .
  • I lieviti da fermentazione alcolica come Saccharomyces cerevisiae lavorano idealmente tra i 20°C ei 30°C , producendo aromi e profili di fermentazione diversi a seconda della temperatura​ .
  • I batteri acetici , coinvolti nella produzione di aceto e kombucha, richiedono un ambiente più caldo, generalmente tra i 25°C ei 35°C ​.

Monitorare la temperatura con termometri da cucina o utilizzando camere di fermentazione controllate può garantire risultati costanti.

Tempo

Il tempo di fermentazione varia in base al tipo di alimento e al risultato desiderato:

  • I crauti e le verdure fermentate in generale possono richiedere 2-4 settimane per sviluppare il loro sapore e le proprietà sapide ottimali.
  • Lo yogurt si sviluppa in 6-12 ore , mentre il kefir è pronto in 24-48 ore​.
  • Le fermentazioni alcoliche e acetiche possono durare da alcuni giorni a diversi mesi, a seconda del prodotto finale che si desidera.

Ossigenazione

La gestione dell'ossigeno è fondamentale:

  • Fermentazione anaerobica: i batteri lattici e lieviti coinvolti in yogurt, kefir e verdure fermentano e prosperano in ambienti privi di ossigeno. Questo implica l'uso di contenitori sigillati e la presenza di un liquido di copertura per evitare il contatto con l'aria​. In questo caso l'ossigeno non ha nessuna influenza nel processo di fermentazione ma può rapppresenytare un rischio di contaminazione.
  • Ossidazione aerobica: processi come l'ossidazione acetica, utilizzata per produrre aceto e kombucha, richiedono al contrario la presenza di ossigeno affinché i batteri acetici possano convertire l'etanolo in acido acetico​. In questo caso l'ossigeno è parte integrante del processo.

pH

Il pH regola la sicurezza del processo fermentativo, inibendo la crescita di microrganismi patogeni:

  • Nei prodotti lattici e vegetali fermentati, il pH scende generalmente sotto 4,5, creando un ambiente ostile ai batteri nocivi​. In genere si attesta a fine fermentazione tra il 3.0 ed il 3.9
  • Il kombucha e l'aceto raggiungono un pH intorno a 2.2-3.0, garantendo una lunga conservazione naturale.
  • Nel natto e in altri prodotti alcalini, il pH può superare 7.0, favorendo una fermentazione controllata da batteri come Bacillus subtilis.
  • L'uso di pH-metri digitali permette di monitorare il valore ottimale durante il processo. Evitare le cartine tornasole perchè inutili ed estremamente imprecise.

Contenitori e Strumenti Consigliati

La scelta dei contenitori e degli strumenti giusti è fondamentale per garantire una fermentazione sicura ed efficace.

  • Vasi di vetro: ideali per fermentazioni lattiche e kombucha, in quanto non rilasciano sostanze chimiche e consentono di osservare il processo.
  • Vasi di ceramica: tradizionalmente utilizzati per il kimchi e la fermentazione di verdure in grandi quantità, mantenendo la temperatura stabile e schermano la luce​ .
  • Pesi per fermentazione: inutili nella maggior parte dei casi. In alcune occasioni sono necessari per mantenere le vedure sotto il liquido di fermentazione.
  • Airlock o gorgogliatori: piccoli dispositivi che permettono la fuoriuscita di gas senza far entrare ossigeno, essenziali per fermentazioni anaerobiche controllate ed alcoliche.
  • Termometri e pH-metri: utili per monitorare le condizioni ottimali e prevenire errori comuni.

Per chi è alle prime armi, economiche alternative includono semplici barattoli di vetro con tappi ermetici. Si può aprire leggermente il coperchio per far fuoriuscire l'anidride carbonica accumulata​ anche se questo non è necessario. Evitate l'aqcuisto di inutili kit di fermentazione. I nostri antenati hanno sempre usato i semplici vasi di vetro, impariamo dalla loro semplicità.

Seguire queste linee guida garantisce una fermentazione sicura, efficace e ripetibile, preservando al meglio i sapori ei benefici nutrizionali degli alimenti fermentati. In ogni caso potete rivolgervi al mio canale YouTube per vedere i video o potete contattarmi sui social per ogni domanda.

Rischi e precauzioni nella fermentazione Casalinga

Uno dei principali rischi nella fermentazione casalinga e la contaminazione da muffe, batteri patogeni o lieviti indesiderati. Questi microrganismi possono alterare il processo fermentativo, rendendo l'alimento non sicuro o dal sapore sgradevole. Le muffe, in particolare, si sviluppano in presenza di ossigeno e si presentano come formazioni cotonose o polverose di colore verde, nero, rosso o blu. Anche i batteri patogeni, come Clostridium botulinum e Escherichia coli, possono proliferare se le condizioni di fermentazione non sono adeguate​.

Per ridurre il rischio di contaminazione, è essenziale adottare buone pratiche igieniche:

  • Sterilizzazione degli strumenti: Utilizzare barattoli di vetro, utensili e pesi sterilizzati immergendoli in acqua bollente per almeno 10 minuti prima dell'uso.
  • Igiene delle mani: Lavarsi accuratamente le mani con sapone prima di manipolare gli ingredienti e utilizzare guanti monouso se necessario.
  • Ambiente pulito: Evitare di fermentare alimenti in ambienti umidi e polverosi, lontano da fonti di contaminazione come piani di lavoro sporchi o zone con muffe preesistenti.
  • Corretta immersione degli ingredienti: Le verdure fermentate devono essere completamente sommerse nel liquido per impedire il contatto con l'ossigeno, utilizzando pesi o pressandole bene nei contenitori​ .

In ogni caso queste elencate qui sopra sono solo norme precauzionali che non servono da sole ad impedire le contaminazioni. Ciò che le impedisce del tutto è il corretto svolgimento del processo di fermentazione operato con le giuste conoscenze, le giuste tecniche ed i giusti procedimenti.


Quando un Alimento Fermentato è Sicuro da Consumare?

Determinare la sicurezza di un alimento fermentato è fondamentale per godere dei benefici della fermentazione senza rischi. Un criterio chiave è il pH, che deve sempre essere sotto 4,5 per impedire la proliferazione di batteri patogeni. Per verificarlo, si può usare un pH-metro digitale, strumento facilmente reperibile online o nei negozi di articoli per la fermentazione. Oltre al pH, ci sono altri segnali che indicano una fermentazione riuscita:

  • Odore gradevole: Un alimento fermentato correttamente emana un aroma caratteristico ma piacevole. Ad esempio, i crauti devono avere un profumo leggermente acido e fresco, mentre il kefir e lo yogurt devono avere una fragranza lattica senza sentori di marcio o ammoniaca.
  • Aspetto e consistenza: Le verdure fermentate devono mantenere una consistenza croccante e un colore naturale. L'eccessiva viscosità o la formazione di una pellicola gelatinosa possono essere segni di contaminazione batterica.
  • Produzione di bollicine: Un'effervescenza è normale e indica l'attività dei microrganismi benefici, soprattutto nel kombucha, nei latticini fermentati o nelle verdure.

Se l'odore risulta troppo pungente o sgradevole, o se si notano macchie di muffa colorata sulla superficie, è meglio non consumare il prodotto.


Errori Comuni e Come Evitarli

Nella preparazione di cbi fermentati alcuni errori possono compromettere il risultato finale e la sicurezza dell'alimento, oltre a farci perdere molto tempo. Tra gli sbagli più frequenti troviamo:

  • Uso di ingredienti non freschi: Le materie prime devono essere di alta qualità, senza segni di deterioramento o muffe preesistenti.
  • Temperature sbagliate: Se la temperatura è troppo bassa, la fermentazione rallenta o non avviene; se è troppo alta, può favorire la crescita di batteri indesiderati. La temperatura ideale varia dai 18°C ​​ai 25°C per la maggior parte delle fermentazioni lattiche​. (Guarda il punto sulle temperature ottimali)
  • Tempi di fermentazione errati: Una fermentazione troppo breve può non garantire la stabilità del prodotto, mentre una fermentazione eccessivamente lunga può rendere troppo acido o alterarne la consistenza.
  • Mancata sterilizzazione dei contenitori: Usare recipienti sporchi o con residui di detersivo può introdurre microrganismi nocivi che interferiscono con la fermentazione.
  • Esposizione all'ossigeno: Alcuni processi, come la fermentazione lattica delle verdure, devono avvenire in ambiente anaerobico. Un'esposizione eccessiva all'aria favorisce la crescita di lieviti selvaggi e muffe.

Per evitare questi errori, è utile:

  • Iniziare con ricette semplici, come i crauti, lo yogurt, il kefir o la kombucha che richiedono meno controlli ambientali e l'uso di colture sicure.
  • Monitorare il pH all'apertura, la temperatura e l'aspetto del prodotto.
  • Documentarsi bene prima di provare fermentazioni più complesse come il miso o il tempeh.
  • Acquistare una copia del mio libro I'm in Fermentation: la guida completa ai cibi fermentati

Tre Ricette Base per Iniziare con la Fermentazione Casalinga

Crauti Classici

I crauti sono una delle fermentazioni più semplici e ideali per chi vuole iniziare. Per prepararli, serve solo cavolo cappuccio e sale.

Ingredienti:

  • 1 cavolo cappuccio (circa 1,5 kg)
  • 30-35 g di sale non iodato (2-2,5% del peso del cavolo)

  • Facoltativo: semi di cumino, pepe in grani o bacche di ginepro per aromatizzare

Procedimento:

  1. Preparazione del cavolo: Togliere le foglie esterne rovinate e metterne da parte una pulita per coprire il composto successivamente. Tagliare il cavolo a strisce sottili (circa 2-3 mm) con un coltello affilato o una mandolina.
  2. Salatura: Mettere il cavolo in una ciotola grande, aggiungere il sale e massaggiare bene per 5-10 minuti fino a quando rilascia una quantità sufficiente di liquido.
  3. Riempimento del barattolo: Trasferire il cavolo in un vaso di vetro pulito, pressandolo bene per eliminare le bolle d’aria e coprirlo con il liquido rilasciato. Aggiungere la foglia esterna messa da parte sopra il cavolo per mantenerlo sommerso.
  4. Fermentazione: Chiudere il barattolo con un coperchio senza stringerlo troppo o usare un sistema di airlock. Lasciare fermentare a temperatura ambiente (18-22°C) per almeno 7-14 giorni. Assaggiare dopo una settimana per verificare il grado di acidità desiderato.
  5. Conservazione: Una volta raggiunto il gusto desiderato, conservare in frigorifero per rallentare la fermentazione. I crauti si manterranno per diversi mesi.

Consigli pratici:

  • Se il cavolo non rilascia abbastanza liquido potrebbe essere perchè troppo vecchio. Aggiungi poca salamoia oppure massaggia ancora.
  • Per un sapore più intenso, lasciar fermentare oltre le quattro settimane. Puoi conservarlo anche fino at 8/10 mesi sempre chiuso.
  • Se si forma una leggera pellicola bianca in superficie (kahm yeast) succede perchè entra probabilmente dell'aria. Conserva in frigo e consuma quanto prima.

Verdure in Salamoia

La fermentazione in salamoia è ideale per verdure come cetrioli, zucchine, mìpomodori, ovvero tutte quelle verdure che tagliate perdono la loro consistenza o che nella fermentazione si disfano. Il metodo è semplice e non richiede la manipolazione diretta dei vegetali.

Ingredienti:

  • 500 g di verdure miste (cetrioli, carote, ravanelli)
  • 500 ml di acqua non clorata
  • 30 g di sale non iodato
  • Aromi a piacere: aglio, aneto, pepe in grani, semi di senape, foglie di alloro

Procedimento:

  1. Preparazione delle verdure: Lavare bene le verdure e tagliarle a bastoncini o a rondelle per carote e ravanelli, mentre i cetrioli possono essere lasciati interi o tagliati a metà.
  2. Preparazione della salamoia: Sciogliere il sale nell’acqua tiepida e lasciare raffreddare.
  3. Riempimento del barattolo: Disporre le verdure in un barattolo di vetro pulito, alternandole con gli aromi scelti. Versare la salamoia fino a coprire completamente le verdure.
  4. Fermentazione: Coprire il barattolo con un coperchio non completamente sigillato o con un peso per mantenere le verdure immerse. Lasciare fermentare a temperatura ambiente per 5-10 giorni, controllando ogni giorno la presenza di bollicine che indicano l’attività microbica.
  5. Assaggio e conservazione: Quando le verdure hanno il sapore desiderato, chiudere il barattolo ermeticamente e trasferirlo in frigorifero. Si conservano per mesi e il sapore continuerà a svilupparsi.

Consigli pratici:

  • Assicurarsi di coprire le verdure anche con pochi millimetri di salamoia.
  • Lasciare all'interno del vaso almeno uno/due cm di spazio libero per permettere l'espansione del prodotto per via della fermentazione.
  • Assicurati di calcolare la percentuale di sale sulla somma del peso di verdure + acqua

Kimchi Tradizionale Coreano

Il kimchi è una delle fermentazioni più ricche di sapore. Anche se la ricetta tradizionale può essere complessa, questa versione semplificata è ideale per chi è alle prime armi.

Ingredienti:

  • 1 cavolo cinese (circa 1 kg)
  • 30 g di sale grosso
  • 2 carote tagliate a julienne
  • 3 cipollotti tagliati a rondelle
  • 2 cucchiai di salsa di pesce (o salsa di soia per una versione vegana)
  • 3 cucchiai di peperoncino in scaglie coreano (gochugaru)
  • 3 spicchi d’aglio tritati
  • 1 pezzetto di zenzero grattugiato
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di farina di riso o di mais (opzionale)

Procedimento:

  1. Salatura del cavolo: Tagliare il cavolo a metà e poi in quarti, massaggiarlo con il sale e lasciarlo riposare per 2 ore, girandolo ogni 30 minuti. Dopo questo tempo, sciacquarlo abbondantemente per eliminare il sale in eccesso.
  2. Preparazione della pasta di condimento: In una ciotola, mescolare il peperoncino gochugaru con l’aglio, lo zenzero, la salsa di pesce, lo zucchero e, se utilizzata, la farina di riso cotta con poca acqua per formare una pasta densa.
  3. Unione degli ingredienti: Aggiungere le carote e i cipollotti alla pasta di condimento e mescolare bene. Spalmare la miscela tra le foglie del cavolo o tagliarlo a pezzi e mescolare uniformemente.
  4. Fermentazione: Inserire il kimchi in un barattolo di vetro, pressandolo bene per eliminare bolle d’aria e coprirlo con il liquido rilasciato. Chiudere il barattolo senza serrarlo e lasciarlo a temperatura ambiente per 2-3 giorni.
  5. Conservazione: Dopo la fermentazione iniziale, trasferire il kimchi in frigorifero per rallentare il processo. Il sapore migliorerà nel tempo e sarà ottimale dopo 1-2 settimane.

Consigli pratici:

  • Se si preferisce un kimchi meno piccante, ridurre il gochugaru o sostituirlo con paprika dolce.
  • Lasciare almeno due/tre cm di spazio all'interno del vaso per evitare che la salamoia esca dal vaso chiuso.
  • La ricetta riportata può essere modificata secondo i propri gusti.

Se vuoi misurarti con la produzione dei cibi fermentati puoi anche iscriverti ad uno dei mie corsi di fermentazione in tutta Italia

Queste tre ricette sono perfette per iniziare con la fermentazione casalinga, fornendo una base solida per esplorare altre varianti e tecniche più avanzate. Se avrai bisogno di informazioni o di farmi domande puoi trovarmi nei principali social, ti basta scrivermi, o lasciare un messaggio compilando il form qui sotto!

Redatto da Marco Fortunato: La guida completa ai cibi fermentati

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Marco Fortunato I'm in fermentation

Marco Fortunato è il fondatore di I'm in fermentation

Un progetto focalizzato sulla ricerca, la sperimentazione e la diffusione della cultura dei cibi fermentati. Con un approccio che combina tecnica, creatività culinaria e sostenibilità, Marco ha trasformato la fermentazione da pratica tradizionale a strumento di innovazione gastronomica. Oltre alla sua attività di divulgazione, organizza corsi in tutta Italia e online per insegnare le tecniche pratiche di fermentazione domestica e professionale, aiutando persone e chef ad approfondire questi processi e ad applicarli con consapevolezza nelle proprie cucine.

È anche autore di tre libri dedicati alla fermentazione e ai cibi vivi:
Guida pratica al kefir d’acqua e di latte (anche vegetale), che illustra metodi e benefici del kefir, considerato uno degli alimenti fermentati più antichi e salutari;
Guida pratica al kombucha, un testo che approfondisce la cultura e le tecniche di preparazione del tè fermentato kombucha;
I’m in fermentation. Guida completa sui cibi fermentati, una guida ricca di tecniche, spiegazioni e ricette per avvicinarsi in modo completo alla fermentazione domestica.

Marco Fortunato

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Veneto e Friuli

Corso base sulle verdure fermentate e kimchi a Verona presso il ristorante Kymi
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20/04/2026

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Toscana

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