Tempeh vs tofu vs seitan vs legumi: differenze, proteine e usi

Salute

Marco Fortunato

20/01/2023

Indice articolo

Articolo aggiornato il 6/04/2026.

Quando si parla di proteine vegetali, si finisce spesso per mettere tutto nello stesso contenitore: tempeh, tofu, seitan, ceci, lenticchie, soia. In realtà sono alimenti molto diversi tra loro, non solo per il contenuto proteico, ma anche per struttura, digeribilità, livello di trasformazione, fibre, presenza o assenza di glutine e comportamento in cucina.

Per questo il confronto ha senso solo se fatto bene. Non per decretare un vincitore assoluto, ma per capire quale alimento scegliere, quando e perché.

Il tempeh non è “migliore” di tofu, seitan o legumi in assoluto: è semplicemente diverso per materia prima, struttura, produzione e uso in cucina.

Tempeh, tofu, seitan e legumi, fonti proteiche ma non la stessa cosa

Il tempeh è un prodotto ottenuto facendo proliferare un fungo filamentoso sui legumi, in genere soia.
Il tofu nasce dalla coagulazione del latte di soia.
Il seitan si ottiene lavorando il glutine del frumento.
Ceci e lenticchie, invece, sono legumi interi o minimamente trasformati.

Questa differenza iniziale cambia tutto: consistenza, gusto, digeribilità percepita, tempo di preparazione, tipo di ricette e ruolo nella dieta.

Se vuoi approfondire il lato pratico e tecnico della produzione del Tempeh, puoi leggere la mia guida alla prooduzione:

👉 Tempeh fatto in casa: guida completa alla produzione e agli errori da evitare

Non “qual è il migliore”, ma “qual è il più adatto”

Chi cerca un alimento più neutro da marinare troverà spesso nel tofu una soluzione più comoda. Chi cerca masticabilità, note più intense e una struttura più compatta, si troverà meglio con il tempeh. Chi cerca un alimento molto proteico e senza soia può orientarsi sul seitan, tenendo però conto della presenza di glutine. Chi vuole semplicità, economicità e minor trasformazione continuerà a trovare in ceci e lenticchie una base solidissima.


Tabella comparativa rapida

Alimento Materia prima Glutine Fibra Struttura Uso ideale
Tempeh Soia o altri legumi con crescita fungina controllata No Tanta Compatta, rustica, granulosa Padella, griglia, marinature, secondi
Tofu Latte di soia coagulato No Assente Morbida, liscia, neutra Saltato, in salsa, in creme, in zuppe
Seitan Glutine di frumento Bassa Elastica, compatta, “carnosa” Padella, stufati, affettati vegetali
Ceci Legume intero No Tanta Morbida, farinosa Zuppe, hummus, polpette, insalate
Lenticchie Legume intero No Tanta Morbida, più o meno compatta secondo varietà Zuppe, contorni, burger, ragù

Come leggere davvero questa tabella

La quantità di proteine da sola non basta. Conta anche la densità calorica, la presenza di glutine, il contenuto di fibra, il livello di trasformazione, la sazietà e il modo in cui quell’alimento verrà usato davvero in cucina.

Se vuoi una proteina vegetale da scegliere bene, non fermarti ai grammi di proteine: guarda anche struttura, fibra, presenza di glutine e contesto d’uso. In realtà scopriremo che tutte queste fonti proteiche sono buona ma il Tempeh ha qualcosa in più!


Cos’è il tempeh e cosa lo distingue davvero

Il tempeh, nella sua forma più classica, parte dalla soia. Ma a differenza del tofu non nasce dal latte di soia: nasce dal legume intero o spezzato, che viene lavorato in modo da favorire la crescita di un micelio che salda insieme i chicchi in un panetto compatto.

Perché il tempeh ha una struttura diversa da tofu e legumi cotti

La sua consistenza non dipende solo dal legume di partenza, ma dal modo in cui il fungo lo colonizza e lo compatta. È questo che lo rende più “masticabile”, più deciso e spesso più interessante in cotture come piastra e griglia. Infatti oltre alla struttura del legume, nel tempeh troviamo anche la struttura del micelio e del fungo che oltre a dare consistenza al Tempeh, lo arricchiscono anche dal punto di vista nutrizionale. In pratica quando mangiamo il Tempeh è come se mangiassimo i legumi con i funghi!

Il tempeh è davvero un fermentato?

Nel linguaggio comune sì, viene spesso considerato un fermentato. Ma se vogliamo essere più precisi, la sua trasformazione principale dipende soprattutto dalla proliferazione di un fungo filamentoso, non da una fermentazione lattica o alcolica in senso classico. Per questo è corretto chiamarlo fermentato in senso ampio, ma è ancora più corretto spiegare come si forma davvero.


Tempeh vs tofu: differenze vere

Il tofu parte dal latte di soia che viene coagulato, (esattamente come un formaggio). Il tempeh parte dal legume intero lavorato con una muffa nobile.

Questa è già una differenza enorme, perché cambia il tipo di struttura che arriva nel piatto e cambia anche la percezione di sazietà.

Differenza nella consistenza

Il tofu tende a essere più morbido, liscio, neutro e assorbente. Ma anche insapore, con un leggero sentore di soia (a meno che non sia marinato o grigliato).
Il tempeh è più compatto, più rustico, più granuloso e con un’identità aromatica già sua data dal processo di proliferazione e fermentazione.

Differenza nell’uso in cucina

Il tofu è perfetto quando vuoi un ingrediente che prenda il sapore di salse, marinature e condimenti o che dia corpo ad una salsa. Il tempeh funziona meglio quando vuoi un alimento con più struttura, più morso e una personalità più evidente. Entrambi i prodotti hanno un largo utilizzo in cucina ma con funzioni che possono diventare molto diverse. 

Tempeh o tofu: quale scegliere più spesso?

Dipende dallo scopo.

Scegli il tofu se cerchi neutralità, morbidezza e flessibilità o un alternativa vegetale ad un formaggio per consistenza ed utilizzo (esempio in ripieni per torte salate).
Scegli il tempeh se cerchi struttura, sapore più intenso e una base più adatta a griglia, piastra e marinature più spinte.

Scegli il tempeh se vuoi più struttura e personalità; scegli il tofu se vuoi neutralità e capacità di assorbire i condimenti.


Tempeh vs seitan: due mondi diversi

Il seitan tende a essere molto proteico, ma il suo profilo è molto diverso da quello del tempeh. È quasi privo di fibra, ha una matrice completamente differente e non è adatto a chi deve evitare il glutine.

Glutine, digeribilità e profilo d’uso

Il seitan ha una consistenza che piace molto a chi cerca qualcosa di “carnoso”, ma non è l’alternativa universale che a volte viene raccontata. Per alcune persone risulta pratico e soddisfacente, per altre più pesante o meno interessante sul piano nutrizionale complessivo.

Chi dovrebbe fare attenzione al seitan

Chi ha celiachia o sensibilità al glutine deve evitarlo. E, anche fuori da questi casi, va ricordato che non tutte le proteine vegetali sono intercambiabili: dipende sempre da contesto, tolleranza individuale e uso in cucina.

Il seitan può avere più proteine del tempeh, ma è un alimento completamente diverso: contiene glutine, ha meno fibra e risponde a esigenze culinarie differenti.


Tempeh vs ceci e lenticchie: cosa cambia davvero

Ceci e lenticchie sono, per molti versi, il confronto più interessante. Perché qui non stai comparando il tempeh a un altro derivato, ma al legume intero.

Ed è proprio qui che si capisce meglio il suo ruolo: il tempeh non sostituisce i legumi, ma li affianca.

Sazietà, praticità e frequenza d’uso

Ceci e lenticchie restano spesso più semplici, economici e quotidiani. Il tempeh entra in gioco quando vuoi trasformare il legume in qualcosa di più strutturato, più adatto a un secondo piatto o a una preparazione con maggiore identità.

Il tempeh sostituisce i legumi?

No. Sarebbe una lettura troppo povera. Il tempeh è un modo diverso di usare i legumi, non una scorciatoia per eliminarli, anche se quando consumi il tempeh, stai di fatto usando dei legumi.

I tema vero relativo all'utilizzo del tempeh in alternativa ai legumi sta tutto nella loro concentrazione di antinutrienti. Ti lascio qui un artiolo in cui spiego meglio questo punto

👉 guida agli antinutrienti: tecniche per eliminarli e migliorare l’assorbimento dei nutrienti.

Il tempeh non rimpiazza ceci e lenticchie: amplia il modo in cui puoi usare i legumi nella tua alimentazione.


Il tempeh è più digeribile?

Molte persone lo trovano più tollerabile rispetto ai legumi interi. Questa percezione ha una logica, perché la trasformazione microbica modifica la matrice del legume e può cambiare il comportamento di alcune componenti coinvolte nella digeribilità.

Il ruolo della trasformazione microbica

Non serve raccontarlo come alimento perfetto o “magico”. Basta dire una cosa più sobria e più vera: il tempeh è spesso percepito come più gestibile rispetto ad altri legumi, ma la risposta resta individuale.

Più digeribile non significa perfetto per tutti

Chi ha una buona tolleranza ai legumi continuerà a trarre vantaggio anche da ceci e lenticchie. Chi invece fatica di più potrebbe trovare nel tempeh una forma interessante e diversa di consumo.

Se guardiamo ai benefici ed alla digeribilità, oltre al tempeh inoltre ci sono molti altri alimenti fermentati che possiamo consumare, ho approfondito questo tema nel seguente articolo:

👉 benefici reali dei cibi fermentati per la salute.


Il tempeh è una fonte di vitamina B12?

Su questo punto bisogna essere chiari. Il vecchio articolo lo presenta come ricco di B12, ma oggi questa formulazione andrebbe corretta. L’NIH inserisce il tempeh tra gli alimenti con un apporto molto basso di vitamina B12, pari a 0,1 mcg per mezza tazza, circa il 3% del valore giornaliero, mentre Dietitians Australia indica che alimenti come tempeh, kimchi, crauti e kombucha ne contengono solo tracce.

Cosa è più corretto dire oggi

La formulazione più corretta è questa: il tempeh non va considerato una fonte affidabile di vitamina B12. Se in alcuni casi ne sono state rilevate piccole quantità, non si tratta comunque di una base solida su cui costruire una copertura nutrizionale.

Il tempeh non dovrebbe essere considerato una fonte affidabile di vitamina B12.


Quando scegliere tempeh, tofu, seitan o legumi

Scegli il tempeh se…

  • vuoi un alimento con più struttura
  • ti piacciono note più intense e tostate
  • vuoi una base adatta a griglia, padella e marinature
  • cerchi un modo diverso di usare i legumi

Scegli il tofu se…

  • vuoi un ingrediente neutro
  • ti servono morbidezza e assorbimento dei sapori
  • vuoi una base molto versatile per piatti delicati o in salsa

Scegli il seitan se…

  • non hai problemi con il glutine
  • cerchi una consistenza più elastica e “carnosa”
  • vuoi un alimento molto proteico da inserire in preparazioni saporite

Scegli ceci o lenticchie se…

  • vuoi semplicità
  • cerchi un costo più basso
  • preferisci un alimento meno trasformato
  • vuoi una base quotidiana molto facile da gestire

Come usare il tempeh in cucina

Il modo migliore per iniziare non è complicarsi la vita. Taglialo a fette o a cubi, marinalo e cuocilo bene.

Funziona molto bene:

  • in padella
  • sulla griglia
  • al forno
  • glassato o marinato

I tagli che funzionano meglio

  • fette per griglia e piastra
  • cubi per saltati e bowl
  • sbriciolato per burger, polpette e ragù

I sapori con cui rende meglio

  • salsa di soia
  • agrumi
  • spezie
  • glassature
  • note affumicate
  • miso e condimenti più intensi

Il modo più semplice per apprezzare il tempeh è tagliarlo, marinarlo bene e cuocerlo fino a renderlo dorato e asciutto all’esterno.


Altri alimenti a base di legumi o trasformati da microrganismi da conoscere

Se questo tema ti interessa, ci sono altri articoli del mio blog che ti possono aiutare a comprendere i benefici ed i casi di utilizzo dei legumi nella fermentazione:

👉 Soia: benefici o pericoli per la salute?
👉 Miso: benefici reali, proprietà nutrizionali e quanto usarne
👉 Natto: alimento probiotico, antinfiammatorio e immunostimolante
👉 Koji: guida passo passo alla produzione e all’utilizzo in cucina


FAQ finali

Il tempeh ha più proteine del tofu?

In genere sì, ma il punto non è solo quanto, bensì come cambia struttura, sazietà e uso in cucina.

Il seitan è migliore del tempeh?

No. È semplicemente diverso. Può avere senso in alcuni contesti, ma contiene glutine e ha un profilo molto diverso.

Il tempeh sostituisce i legumi?

No. Il tempeh è un altro modo di usare i legumi, non un sostituto totale di ceci, lenticchie o fagioli.

Il tempeh contiene glutine?

No, se è fatto solo con legumi e starter. Va comunque controllata l’etichetta se comprato già pronto e aromatizzato.

Il tempeh è più digeribile dei ceci?

Per molte persone può risultarlo, ma non è una regola assoluta valida per tutti.

Il tempeh è una fonte di vitamina B12?

No, non in modo affidabile. Le quantità riportate sono troppo basse o troppo variabili per considerarlo una vera fonte utile.

Come si usa il tempeh in cucina?

Fette, cubi o sbriciolato. Padella, griglia e marinature sono i modi più semplici per iniziare.

Quale proteina vegetale scegliere ogni giorno?

Quella che ha più senso nel tuo contesto: il punto non è fissarsi su un solo alimento, ma alternare bene.


Conclusione

Il tempeh non è la proteina vegetale “migliore” in senso assoluto. Ma è una delle più interessanti quando cerchi struttura, sapore, masticabilità e un modo diverso di portare i legumi nel piatto.

Tofu, seitan, ceci e lenticchie non sono concorrenti da sconfiggere: sono strumenti diversi. Il valore vero non sta nel scegliere una bandiera, ma nel capire quale usare, quando e perché.

Ed è proprio qui che il tempeh trova il suo posto: non come mito, non come scorciatoia, ma come alimento con una sua identità precisa, molto utile da conoscere bene.

Redatto da Marco Fortunato per I'm in fermentation

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Marco Fortunato I'm in fermentation

Marco Fortunato è il fondatore di I'm in fermentation

Un progetto focalizzato sulla ricerca, la sperimentazione e la diffusione della cultura dei cibi fermentati. Con un approccio che combina tecnica, creatività culinaria e sostenibilità, Marco ha trasformato la fermentazione da pratica tradizionale a strumento di innovazione gastronomica. Oltre alla sua attività di divulgazione, organizza corsi in tutta Italia e online per insegnare le tecniche pratiche di fermentazione domestica e professionale, aiutando persone e chef ad approfondire questi processi e ad applicarli con consapevolezza nelle proprie cucine.

È anche autore di tre libri dedicati alla fermentazione e ai cibi vivi:
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