Poliammine nei cibi fermentati: spermidina, microbiota e metabolismo cellulare
Salute
17/02/2023

- Introduzione
- Cosa sono le poliammine
- Fermentazione e produzione di poliammine
- Spermidina: la poliammine più studiata
- Putrescina e altre ammine: perché il tema è complesso
- Poliammine e microbiota intestinale
- Quali fermentati contengono più poliammine
- Le poliammine non sono la stessa cosa dell’istamina
- Cosa può fare il fermentatore per controllare il processo
- I fermentati non sono tutti uguali
- FAQ
- Le poliammine nei cibi fermentati sono dannose?
- Quali fermentati contengono più spermidina?
- Le poliammine sono la stessa cosa dell’istamina?
- Il kombucha contiene poliammine?
- I fermentati aumentano l’infiammazione?
- Conclusione
- Fonti scientifiche
Introduzione
Negli ultimi anni il mondo della fermentazione è stato spesso raccontato attraverso una narrativa molto semplificata: da una parte i fermentati “miracolosi”, dall’altra i fermentati “pericolosi”. In mezzo, però, esiste un territorio molto più interessante e scientificamente onesto fatto di metabolismo microbico, trasformazioni biochimiche e composti che il microbiota produce durante la fermentazione.
Tra questi composti ci sono le poliammine: molecole naturalmente presenti negli organismi viventi e coinvolte in processi fondamentali come crescita cellulare, differenziazione, risposta allo stress e metabolismo.
Quando si parla di poliammine nei cibi fermentati, online si trovano spesso contenuti confusi o eccessivamente allarmistici. Alcuni articoli le descrivono esclusivamente come sostanze dannose o associate all’infiammazione; altri le trattano invece come molecole quasi “anti-age”. La realtà è più complessa.
In questo articolo vedremo cosa sono realmente le poliammine, quale ruolo svolgono nella fermentazione e nel metabolismo umano, perché alcuni alimenti fermentati ne contengono quantità più elevate e perché il tema non può essere ridotto a una semplice lista di cibi “buoni” o “cattivi”.
Questo articolo non è medico e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. L’obiettivo è comprendere il fenomeno dal punto di vista della fermentazione, del microbiota e del metabolismo microbico.
Cosa sono le poliammine
Le poliammine sono molecole organiche azotate presenti naturalmente nelle cellule vegetali, animali e microbiche. Le principali poliammine presenti negli alimenti e nel corpo umano sono:
- spermidina
- spermina
- putrescina
Queste molecole partecipano a numerosi processi biologici:
- crescita e replicazione cellulare
- stabilizzazione del DNA
- regolazione dell’attività enzimatica
- risposta allo stress ossidativo
- metabolismo cellulare
Le poliammine non sono “sostanze artificiali” generate dalla fermentazione: il nostro organismo le produce continuamente e anche il microbiota intestinale contribuisce alla loro sintesi.
I cibi fermentati rappresentano semplicemente uno degli ambienti in cui l’attività microbica può modificarne concentrazione e profilo.
Fermentazione e produzione di poliammine
Durante la fermentazione i microrganismi trasformano profondamente gli alimenti. Batteri lattici, lieviti e muffe filamentose degradano zuccheri, proteine e altri composti generando molecole aromatiche, acidi organici, enzimi e metaboliti secondari.
Tra questi metaboliti troviamo anche le poliammine.
La loro formazione dipende da diversi fattori:
- tipo di microorganismi presenti
- qualità della materia prima
- disponibilità di aminoacidi
- temperatura
- tempo di fermentazione
- acidificazione
- concentrazione di sale
- ossigeno disponibile
In generale, fermentazioni più lunghe e matrici ricche di proteine tendono a favorire una maggiore produzione di poliammine e altre ammine biogene.
Per questo motivo:
- formaggi stagionati
- salumi fermentati
- salsa di soia tradizionale
- fish sauce
- miso molto maturi
presentano spesso concentrazioni più elevate rispetto a fermentati freschi o prevalentemente glucidici come kombucha o kefir fresco.
Se vuoi approfondire il ruolo delle variabili di processo nella fermentazione puoi leggere anche:
👉 Temperature ideali per la fermentazione
Spermidina: la poliammine più studiata
Tra le poliammine, la spermidina è probabilmente quella che negli ultimi anni ha attirato più interesse scientifico.
Diversi studi stanno esplorando il possibile ruolo della spermidina nei processi di:
- autofagia cellulare
- invecchiamento
- metabolismo energetico
- risposta allo stress ossidativo
- equilibrio del microbiota
L’autofagia è un processo fisiologico attraverso cui le cellule degradano e riciclano componenti danneggiati o non più funzionali. Alcune ricerche suggeriscono che la spermidina possa modulare indirettamente questi meccanismi cellulari.
È importante però evitare semplificazioni eccessive.
Questo non significa che:
-
“più spermidina = più salute”
oppure che: - i fermentati siano “anti-age”.
La ricerca sulle poliammine è ancora in evoluzione e i risultati osservati nei modelli sperimentali non possono essere tradotti automaticamente in indicazioni nutrizionali assolute.
Quello che emerge con chiarezza è che le poliammine fanno parte del normale dialogo biologico tra microbiota, alimentazione e metabolismo cellulare.
Putrescina e altre ammine: perché il tema è complesso
Quando online si parla di poliammine, spesso tutta l’attenzione si concentra sugli aspetti negativi di molecole come la putrescina.
In realtà il quadro è molto più sfumato.
La putrescina è una poliammine naturalmente presente:
- nelle cellule
- nel microbiota
- nei processi fermentativi
- in molti alimenti freschi e fermentati
A concentrazioni elevate e in determinati contesti tecnologici può contribuire a peggiorare la qualità igienica o sensoriale di un alimento, motivo per cui viene monitorata soprattutto nell’industria alimentare.
Ma ridurre tutto a:
“poliammine = tossiche”
è scientificamente scorretto.
Le poliammine fanno parte del metabolismo normale degli organismi viventi e il loro significato biologico dipende:
- dalla dose
- dal contesto alimentare
- dalla composizione del microbiota
- dallo stato metabolico individuale
- dal tipo di alimento fermentato
Poliammine e microbiota intestinale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto tra poliammine e microbiota intestinale.
Il microbiota umano produce naturalmente poliammine attraverso il metabolismo degli aminoacidi. Alcuni studi suggeriscono che queste molecole possano partecipare alla comunicazione tra microbiota e cellule intestinali.
È un campo di ricerca estremamente attivo e ancora lontano dall’essere completamente chiarito.
Quello che sappiamo oggi è che:
- il microbiota produce poliammine;
- la dieta può influenzarne disponibilità e metabolismo;
- fermentazione e microbiota condividono molti processi biochimici comuni.
Questo è uno dei motivi per cui i cibi fermentati sono interessanti non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche microbiologico.
Quali fermentati contengono più poliammine
Non tutti i fermentati hanno lo stesso profilo di poliammine.
In generale, gli alimenti con fermentazioni:
- lunghe,
- proteiche,
- molto maturate,
tendono a contenerne quantità maggiori.
Tra i prodotti più ricchi troviamo spesso:
- formaggi stagionati
- salumi fermentati
- salsa di soia tradizionale
- miso molto maturi
- fermentati di pesce
Fermentati più freschi e meno proteici tendono invece ad avere profili più moderati:
- kefir fresco
- yogurt
- kombucha
- alcune verdure fermentate giovani
La variabilità però è enorme e dipende dal processo produttivo.
Un fermentato artigianale ben controllato può avere caratteristiche molto diverse rispetto a un prodotto industriale o a una fermentazione gestita male.
Per approfondire alcuni fermentati citati:
👉 Kefir: cos’è, benefici e produzione casalinga
👉 Guida pratica al kombucha fai da te
👉 Kimchi: ricetta, fermentazione e benefici
Le poliammine non sono la stessa cosa dell’istamina
Uno degli errori più comuni è confondere:
- poliammine,
- ammine biogene,
- istamina.
L’istamina è anch’essa una ammina biogena, ma il tema dell’ipersensibilità all’istamina riguarda soprattutto il metabolismo della DAO (diaminossidasi), la degradazione enzimatica e la risposta individuale.
Le poliammine come spermidina e spermina hanno invece ruoli biologici differenti e non possono essere considerate semplicemente “istamina con un altro nome”.
Per questo motivo il tema merita un approfondimento separato.
👉 In un articolo dedicato approfondisco il rapporto tra fermentazione, DAO, istamina e variabili di processo nei fermentati.
Cosa può fare il fermentatore per controllare il processo
Dal punto di vista del fermentatore, il punto centrale non è “eliminare le poliammine”, ma capire che il metabolismo microbico dipende dal controllo del processo.
Le variabili più importanti sono:
- qualità della materia prima
- temperatura
- sale
- igiene
- acidificazione
- durata della fermentazione
- scelta delle colture starter
Una fermentazione controllata non serve solo a ottenere un prodotto più buono, ma anche più stabile e prevedibile dal punto di vista microbiologico.
Questo vale soprattutto per:
- salumi fermentati
- fermentazioni proteiche
- lunghe maturazioni
- salse fermentate
I fermentati non sono tutti uguali
Parlare genericamente di “cibi fermentati” ha poco senso.
Esiste una differenza enorme tra:
- un kefir fresco fermentato 24 ore,
- un miso maturato due anni,
- un kombucha giovane,
- un salame stagionato,
- una fish sauce fermentata per mesi.
Ogni fermentazione sviluppa:
- microbi differenti,
- metabolismo differente,
- profilo biochimico differente.
Questo è uno dei motivi per cui online si trovano informazioni spesso contraddittorie sui fermentati: si parla di categorie completamente diverse come se fossero equivalenti.
FAQ
Le poliammine nei cibi fermentati sono dannose?
Non necessariamente. Le poliammine sono molecole naturalmente presenti negli organismi viventi e coinvolte in molti processi biologici. Il loro significato dipende da dose, contesto metabolico e tipo di alimento.
Quali fermentati contengono più spermidina?
I dati variano molto, ma fermentazioni lunghe e ricche di proteine tendono ad accumulare più poliammine rispetto a fermentati freschi o prevalentemente zuccherini.
Le poliammine sono la stessa cosa dell’istamina?
No. L’istamina è una specifica ammina biogena coinvolta nei meccanismi di ipersensibilità all’istamina e nella degradazione DAO. Spermidina e spermina hanno ruoli biologici differenti.
Il kombucha contiene poliammine?
Può contenerne piccole quantità, ma generalmente il kombucha ha un profilo molto diverso rispetto a fermentati proteici stagionati.
I fermentati aumentano l’infiammazione?
Non esiste una risposta universale. La relazione tra microbiota, fermentati, poliammine e infiammazione è complessa e dipende da:
- quantità,
- contesto metabolico,
- tipo di fermentato,
- stato individuale.
Ridurre il tema a “fermentati infiammatori” o “fermentati curativi” è una semplificazione eccessiva.
Conclusione
Le poliammine rappresentano uno degli aspetti più affascinanti e meno compresi del mondo della fermentazione.
Sono molecole prodotte naturalmente dal metabolismo cellulare e microbico, presenti negli alimenti fermentati ma anche nel nostro organismo e nel microbiota intestinale.
Parlarne in modo corretto significa evitare sia il catastrofismo sia l’entusiasmo superficiale.
La fermentazione non è magia: è microbiologia applicata agli alimenti. E comprendere il ruolo di metaboliti come spermidina, putrescina e altre poliammine aiuta a leggere i fermentati in modo più maturo, scientifico e consapevole.
Se vuoi approfondire il mondo della fermentazione puoi esplorare:
👉 Articoli sulla fermentazione
Fonti scientifiche

Marco Fortunato è il fondatore di I'm in fermentation

Un progetto focalizzato sulla ricerca, la sperimentazione e la diffusione della cultura dei cibi fermentati. Con un approccio che combina tecnica, creatività culinaria e sostenibilità, Marco ha trasformato la fermentazione da pratica tradizionale a strumento di innovazione gastronomica. Oltre alla sua attività di divulgazione, organizza corsi in tutta Italia e online per insegnare le tecniche pratiche di fermentazione domestica e professionale, aiutando persone e chef ad approfondire questi processi e ad applicarli con consapevolezza nelle proprie cucine.
È anche autore di tre libri dedicati alla fermentazione e ai
cibi vivi:
• Guida pratica al kefir
d’acqua e di latte (anche vegetale), che illustra
metodi e benefici del kefir, considerato uno degli alimenti
fermentati più antichi e salutari;
• Guida pratica al
kombucha, un testo che approfondisce la cultura e le
tecniche di preparazione del tè fermentato kombucha;
• I’m in
fermentation. Guida completa sui cibi
fermentati, una guida ricca di tecniche, spiegazioni e ricette
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