Shiokoji alla Bottarga: la salsa di pesce veloce e facile
Tecniche
28/01/2026

- Shiokoji, Salsa di koji salato e umami \"liquido\"
- Shiokoji alla bottarga vs garum: due strade, stessa destinazione (l’umami)
- Perché bottarga + Koji funziona così bene
- Ricetta: Shiokoji alla Bottarga (Koji salato“marino”)
- Come usarlo in cucina
- Maturazione, conservazione e gestione del sale
- Errori comuni (e come evitarli)
- Faq
- Posso fare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA anche se non ho mai fatto lo SHIOKOJI?
- SHIO-KOJI e SHIO KOJI sono la stessa cosa oppure cambia qualcosa?
- KOJI SALATO: l’8% di sale è obbligatorio per questa salsa?
- Lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA è una SALSA DI PESCE?
- Quanto deve maturare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA prima di usarlo?
- Posso usare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA come salsa di pesce al posto del garum?
- Posso fare SHIO KOJI alla bottarga con koji di orzo invece che di riso?
- Come capisco se lo SHIOKOJI alla bottarga è “andato a male”?
- Chiusura
Non sono molte le salse di pesce che possiamo usare in cucina per esaltare il sapore che rende memorabile un piatto "di mare". La prima possibilità è prendere la scorciatoia: quella delle salse di pesce tradizionali. Molte di fabbricazione orientale dal gusto e dal contenuto spesso discutibili, o non adatte al gusto e alla cucina italiana.
La seconda possibilità è acquistare o creare salse "nostrane" come la Colatura di alici o il Garum, salse che prevedono lunghi tempi di preparazione, conoscenza dei processi o l'acquisto di prodotti pronti sicuramente di alta qualità, ma a prezzi esorbitanti.
E se esistesse una soluzione veloce a prezzi bassissimi, magari da creare scegliendo le materie prime?
Lo Shiokoji alla bottarga nasce proprio così: un koji salato, reso più “marino” dalla bottarga, capace di comportarsi come una salsa di pesce densa, sapida e ricchissima di umami!
La Bottarga, ingrediente tradizionale del mediterraneo che si trasforma in una salsa aromatica
Shiokoji, Salsa di koji salato e umami "liquido"
Tutto inizia con lo Shio-koji! Parliamo, in sostanza, di koji (riso/orzo inoculato di aspergillus oryzae) “messo in condizione” di lavorare in ambiente salato. Praticamente in una salamoia. Il sale non serve solo a dare gusto: seleziona, rallenta, stabilizza, e allo stesso tempo lascia spazio all’attività enzimatica che rende lo shiokoji così utile in cucina.
Aggiungendo bottarga, introduciamo una componente marina intensa, già ricca di sapore e molto “diretta”. Il risultato non è semplicemente “shiokoji + bottarga”: è una Salsa di Koji che crea un vero effetto salsa di pesce in cucina, facile da dosare, ripetibile e soprattutto economica da fare
A questo punto, prima di proseguire, ti consiglio di qualche approfondimento nel caso tu voglia prima conoscere il senso di alcune cose di cui stiamo parlando:
👉 Se vuoi partire dalle basi dello Shio koji (cos’è, come si prepara e come usarlo in cucina), qui trovi la guida completa alla produzione dello Shiokoji
👉 Se vuoi approfondire il mondo del koji (produzione e utilizzo), ti consiglio questa La Guida passo passo alla produzione del Koji
👉 Qui invece trovi una panoramica chiara su cos’è il koji e perché è così legato al gusto umami
Shiokoji alla bottarga vs garum: due strade, stessa destinazione (l’umami)
Il garum e le salse di pesce tradizionali sono figlie del tempo:
proteine che si trasformano lentamente, aromi che si stratificano,
intensità che cresce mese dopo mese. È un progetto, non solo una
ricetta.
Lo Shiokoji alla Bottarga è l’approccio “furbo”: sfrutti la
capacità del koji (enzimi) e la forza aromatica della bottarga per
ottenere quella profondità che “accende” i piatti, con una gestione
molto più semplice ed immediata.
Qui l’analogia è chiara: pensa al garum come a un’orchestra sinfonica registrata in studio — complessa, stratificata, frutto di un lavoro lungo. Lo Shio-koji alla bottarga, invece, è come un ottimo “live acustico”: meno strumenti, più immediato, ma con un risultato sorprendentemente vicino sul piano dell’effetto finale in cucina. Non è un “sostituto” del garum; è una strategia pratica per avere una salsa sapida e marina senza dover avviare (e gestire) una vera salsa di pesce o un garum.
👉 Se ti incuriosisce la strada “lunga” delle salse di pesce, qui trovi l’approfondimento sulla ricetta del vero garum e sulla sua evoluzione:
Perché bottarga + Koji funziona così bene
La bottarga ha un impatto immediato: sapidità, profumo, e quel “morso” marino che riconosci al primo impatto. Il koji invece, lavora come amplificatore: rende il condimento più integrato, più “usabile” e più ripetibile. È come trasformare la bottarga da ingrediente “da finitura” in una salsa dosabile al cucchiaino.
Ricetta: Shiokoji alla Bottarga (Koji salato“marino”)
Questa versione è pratica e pensata per diventare un condimento quotidiano.
Ingredienti
-
Acqua: 200 g
-
Koji di riso o di orzo: 70 g
-
Bottarga: 20 g (da grattugiare fine)
-
Sale: 8% sul peso totale degli ingredienti, compresa l’acqua
Calcolo sale (già fatto)
Peso totale = 200 + 70 + 20 = 290 g
Sale = 8% di 290 g = 23,2 g (puoi arrotondare a
23 g)
Procedimento
Grattugia finemente la bottarga e mescolala al koji in una ciotola.
Trasferisci tutto in un vaso pulito (meglio vetro), lasciando un
minimo di spazio in alto. Aggiungi il sale e poi versa l’acqua,
mescolando con cura fino a ottenere una miscela uniforme.
Chiudi il vaso. Lascia riposare a temperatura ambiente per 1–2 settimane, mescolando ogni giorno nei primi 4–5 giorni: in questa fase è utile “rimettere in sospensione” e uniformare sapidità e attività. Dopo, puoi mescolare più raramente.
Quando è pronto
Dopo 2 settimane la salsa è pronta: intensa,
sapida, marina, con un umami netto. Se vuoi più profondità, puoi
proseguire con un affinamento di 1–2 mesi: il
profilo diventa più rotondo e “salsa”, meno “ingrediente”.
Nota sensoriale importante
Durante la maturazione valuta soprattutto l’aroma. Deve restare
“marino, intenso, pulito”. Se compaiono note sgradevoli, rancide o
putride, interrompi e valuta gestione (materie prime, pulizia,
temperatura).
Come usarlo in cucina
La cosa bella dello shiokoji alla bottarga è che non è pensato per “salare”: è pensato per dare profondità. Trattalo come tratteresti una salsa umami: dosi piccole, assaggio, e solo dopo aggiusti il resto del piatto.
Qui hai tre direzioni davvero efficaci:
-
Pasta e riso: in mantecatura a fuoco spento (diventa un “effetto bottarga” controllabile e ripetibile).
-
Verdure e tuberi: patate, cavolfiore, zucchine arrosto: dà “sapore da ristorante” senza coprire.
-
Uova, burri e salse: burro composto, maionese, creme leggere: qui diventa una vera SALSA DI KOJI da finitura.
Maturazione, conservazione e gestione del sale
Questa salsa ha due vite: quella “giovane” (entro 2 settimane), più brillante e diretta, e quella “affinata” (1–2 mesi), più profonda e integrata.
Per conservarla, una volta raggiunto il profilo che ti piace, spostala in frigo. Usa utensili puliti e richiudi bene: regola semplice, ma decisiva per la stabilità aromatica.
Sul sale: qui il sale è parte del progetto. L’8% ti dà un prodotto molto sapido, pensato per essere usato a piccole dosi, come faresti con una salsa di pesce. Se qualcuno lo trova “troppo”, spesso non è un errore di ricetta: è un errore di dosaggio in cucina.
Nota sicurezza: se vuoi un approfondimento
serio sul tema Botulino e rischio sanitario dei fermentati, leggi
la
Guida alle conserve e rischio Botulino
Errori comuni (e come evitarli)
Quasi tutti gli inciampi arrivano da tre cose: bottarga troppo dominante, uso “da sale” invece che “da umami”, e scarsa attenzione alla pulizia/temperatura.
Se è troppo salata nel piatto, non “abbassare la ricetta” al volo: cambia il modo d’uso. Spostala su emulsioni o mantecature e riduci gli altri sali del piatto. Se è troppo “mare”, bilanciala con una componente grassa (olio/burro) e una nota fresca (agrumi/erbette), invece di aggiungere altro umami.
Faq
Posso fare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA anche se non ho mai fatto lo SHIOKOJI?
Sì. Questa ricetta è pensata per essere semplice. Rispetta sale, pulizia e tempi. Se vuoi sicurezza e contesto, prima leggi la guida base e poi torna qui.
SHIO-KOJI e SHIO KOJI sono la stessa cosa oppure cambia qualcosa?
Sono varianti grafiche usate per lo stesso concetto: koji in ambiente salato (quindi KOJI SALATO) trasformato in condimento.
KOJI SALATO: l’8% di sale è obbligatorio per questa salsa?
Non è “obbligatorio” in assoluto, ma è coerente con l’idea di avere una SALSA DI KOJI intensa e stabile, da usare in piccole dosi. Se abbassi molto il sale, cambi equilibrio e gestione: va bene, ma diventa un’altra ricetta.
Lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA è una SALSA DI PESCE?
È una “SALSA DI PESCE” nel senso funzionale: in cucina si comporta come un concentrato umami marino, dosabile e ripetibile. Non è una salsa di pesce tradizionale (non stai fermentando pesce), ma l’effetto gastronomico è simile.
Quanto deve maturare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA prima di usarlo?
Minimo 1–2 settimane. A 2 settimane è pronto e molto valido. Se lo lasci 1–2 mesi, sviluppa un profilo più rotondo e “salsa”.
Posso usare lo SHIOKOJI ALLA BOTTARGA come salsa di pesce al posto del garum?
Sì, come scorciatoia intelligente: non è garum, ma ti dà un “effetto salsa di pesce” rapido e gestibile. Se vuoi la complessità del garum, quello resta un altro progetto.
Posso fare SHIO KOJI alla bottarga con koji di orzo invece che di riso?
Sì. Entrambi funzionano: l’orzo può risultare più “rustico”, il riso più pulito e neutro. Dipende da come vuoi che la bottarga emerga.
Come capisco se lo SHIOKOJI alla bottarga è “andato a male”?
Guida pratica: l’aroma deve restare marino e pulito. Se compaiono note rancide, putride o troppo sgradevoli, meglio non usarlo. Materia prima e igiene del vaso contano tantissimo.
Chiusura
Se ti piace l’idea, trattalo come un “interruttore di umami”: una punta basta a trasformare un piatto semplice in qualcosa di più profondo. E quando vorrai fare il salto sulla strada lunga, avrai già allenato palato e mano all’uso delle salse di pesce… e il garum ti sembrerà molto più accessibile!
Redatto da Marco Fortunato per I'm in fermentation

Marco Fortunato è il fondatore di I'm in fermentation

Un progetto focalizzato sulla ricerca, la sperimentazione e la diffusione della cultura dei cibi fermentati. Con un approccio che combina tecnica, creatività culinaria e sostenibilità, Marco ha trasformato la fermentazione da pratica tradizionale a strumento di innovazione gastronomica. Oltre alla sua attività di divulgazione, organizza corsi in tutta Italia e online per insegnare le tecniche pratiche di fermentazione domestica e professionale, aiutando persone e chef ad approfondire questi processi e ad applicarli con consapevolezza nelle proprie cucine.
È anche autore di tre libri dedicati alla fermentazione e ai
cibi vivi:
• Guida pratica al kefir
d’acqua e di latte (anche vegetale), che illustra
metodi e benefici del kefir, considerato uno degli alimenti
fermentati più antichi e salutari;
• Guida pratica al
kombucha, un testo che approfondisce la cultura e le
tecniche di preparazione del tè fermentato kombucha;
• I’m in
fermentation. Guida completa sui cibi
fermentati, una guida ricca di tecniche, spiegazioni e ricette
per avvicinarsi in modo completo alla fermentazione domestica.
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