Botulino: Conserve e Fermentazione: rischi reali, falsi miti e sicurezza

Salute

Marco Fortunato

26/05/2023

In breve: il botulino non è un rischio inevitabile di qualsiasi alimento chiuso in un barattolo, che si tratti di una verdura fermentata o di una conserva. Il pericolo compare quando le spore trovano contemporaneamente poco ossigeno, sufficiente acqua disponibile, acidità insufficiente e condizioni adatte alla crescita. Una verdura correttamente lattofermentata, che acidifica come previsto grazie a una procedura affidabile, è quindi molto diversa da una conserva improvvisata o da una verdura immersa direttamente nell’olio.

Ultimo aggiornamento Agosto 2026.

Il botulismo è una malattia rara, ma estremamente seria ed è spesso associato a uno dei pilastri della tradizione culinaria italiana: le conserve fatte in casa.

Qui nasce un piccolo paradosso. Il “fatto in casa” viene percepito come qualcosa di genuino, controllato e quindi automaticamente sicuro. Ma la sicurezza alimentare non dipende dalle buone intenzioni, dalla provenienza biologica delle verdure o da una ricetta tramandata in famiglia. Dipende dal processo.

Questo non significa che dobbiamo avere paura di ogni barattolo. Significa, al contrario, che dobbiamo distinguere preparazioni molto diverse tra loro: una conserva sott’olio, un sottaceto, una salamoia ad alta concentrazione di sale e una verdura lattofermentata non funzionano allo stesso modo e non possono essere valutate con le stesse regole.

Facciamo quindi chiarezza senza terrorismo, ma anche senza semplificazioni eccessive.

Botulino: batterio, spora e tossina non sono la stessa cosa

Quando diciamo genericamente “botulino” stiamo in realtà mescolando tre elementi differenti:

  • le spore, forme di resistenza molto diffuse nell’ambiente, nel suolo, nei sedimenti e sulle materie prime;
  • le cellule vegetative, che possono svilupparsi quando le condizioni diventano favorevoli;
  • la tossina botulinica, prodotta durante la crescita di alcuni clostridi e responsabile del botulismo alimentare.

Le spore non rendono automaticamente pericoloso un alimento. Possono essere presenti sulle verdure come su molte altre materie prime e rimanere inattive. Il problema nasce quando l’alimento permette loro di germinare, moltiplicarsi e produrre la tossina.

Le spore sono molto resistenti e la normale bollitura a 100 °C non garantisce la loro distruzione. La tossina, invece, è sensibile al calore. Questa differenza è importante dal punto di vista scientifico, ma non deve trasformarsi in un invito a “salvare” in cucina una conserva sospetta.

Regola pratica: una conserva dubbia non si controlla con l’assaggio e non si recupera affidandosi a una bollitura domestica. La tossina botulinica non può essere riconosciuta dal sapore, dall’odore o dal colore dell’alimento. Nel dubbio, il prodotto non va consumato.

Quali condizioni permettono al botulino di svilupparsi?

La produzione della tossina non avviene a caso. Serve una combinazione favorevole di condizioni, una sorta di “tempesta perfetta” microbiologica.

Fattore Perché conta Cosa non bisogna concludere
Poco o niente ossigeno Clostridium botulinum è anaerobio e può svilupparsi in ambienti poveri di ossigeno. Non significa che ogni vaso chiuso sia pericoloso: devono essere favorevoli anche gli altri fattori.
Acidità insufficiente Sopra pH 4,6 viene meno una delle principali barriere alla germinazione e alla crescita. Un’unica misura domestica del pH non rende automaticamente sicura una procedura sbagliata.
Acqua disponibile Il microrganismo necessita di acqua libera; il parametro tecnico è l’attività dell’acqua, indicata come aw. La percentuale di acqua dichiarata in una ricetta non equivale all’attività dell’acqua.
Sale o zuccheri insufficienti Concentrazioni adeguate possono contribuire a limitare lo sviluppo microbico e a ridurre l’acqua disponibile. Il normale 2–3% di sale delle verdure fermentate non va considerato, da solo, una barriera assoluta contro il botulino.
Temperatura e tempo Ceppi diversi possono crescere in intervalli differenti; alcuni non proteolitici possono svilupparsi anche a basse temperature. Il frigorifero rallenta molti processi, ma non “bonifica” una conserva già preparata male e non distrugge un’eventuale tossina.

Il pH 4,6 è quindi una soglia microbiologica fondamentale. Per le verdure lattofermentate domestiche preferisco lavorare con ricette affidabili e un obiettivo operativo inferiore a 4,5, mantenendo corretti anche sale, temperatura, pulizia e gestione del processo. La misura del pH può essere una conferma utile, soprattutto nel troubleshooting e nella standardizzazione, ma non sostituisce tutto il resto.

Se vuoi approfondire lo strumento e i suoi limiti, trovi qui la guida al pHmetro: scelta, taratura e uso corretto.

Conserve, sottoli, sottaceti e fermentati: non sono la stessa cosa

Uno degli errori più comuni è mettere nello stesso contenitore mentale tutto ciò che finisce in un barattolo. In realtà, ogni preparazione si regge su ostacoli differenti.

Preparazione Protezione principale Errore critico
Verdure lattofermentate Acidificazione prodotta dai batteri lattici, sostenuta da sale, temperatura e corretta conduzione. Fermentazione che non parte o non acidifica come previsto. Credere che l'acqua non permetta la proliferazione del botulino.
Sottaceti Acidificazione diretta con aceto secondo proporzioni affidabili. Ridurre arbitrariamente l’aceto per rendere il gusto meno pungente.
Verdure sott’olio Acidificazione e trattamento corretti prima dell’immersione nell’olio. Credere che l’olio conservi: in realtà isola dall’ossigeno e può creare proprio l’ambiente anaerobico necessario al botulino.
Conserve poco acide Processo termico validato capace di controllare anche le spore. Considerare sufficiente la normale bollitura domestica.
Conserve in salamoia ad alta concentrazione Elevata quantità di sale prevista dalla specifica tecnica di conservazione. Confonderle con le salamoie fermentate meno saline, ed usarle per avviare la lattofermentazione.

Il caso dei sottoli è particolarmente importante. L’olio non sterilizza, non acidifica e non elimina le spore. Si limita a separare l’alimento dall’aria. Se una verdura poco acida viene immersa direttamente nell’olio senza un processo affidabile, abbiamo aggiunto proprio uno degli elementi favorevoli al botulino: l’anaerobiosi.

Anche il pomodoro merita prudenza. Anche se generalmente ha un pH inferiore a 4,6, Varietà, maturazione e ingredienti aggiunti possono cambiare l’acidità complessiva; inoltre un sugo con verdure, carne o pesce non equivale a una semplice passata. Per le conserve di pomodoro servono procedure e ricette certe, non deduzioni basate sul "sapore acido". In questo caso solo la misurazione del pH prima del confezionamento possono darci una misura affidabile.

Perché la fermentazione lattica delle verdure è diversa

La fermentazione lattica non cerca di eliminare tutti i microrganismi. Fa una cosa più interessante: crea condizioni che favoriscono alcuni microrganismi e ne ostacolano altri.

I batteri lattici utilizzano gli zuccheri presenti nei vegetali e producono acidi organici, soprattutto acido lattico. Il pH scende progressivamente e l’ambiente diventa incompatibile con la germinazione e la crescita del botulino. Il sale, nel frattempo, aiuta a selezionare la comunità microbica e a rendere il processo più prevedibile; la temperatura influenza la velocità con cui questa trasformazione avviene.

La sicurezza non dipende quindi da un solo elemento, ma dalla loro combinazione. È la cosiddetta teoria degli ostacoli: più barriere moderate agiscono insieme e rendono difficile al microrganismo mantenere le condizioni necessarie alla crescita.

Nelle verdure lattofermentate gli ostacoli principali sono:

  • materie prime sane e correttamente preparate;
  • quantità di sale coerente con la ricetta e con il tipo di fermentazione;
  • rapida instaurazione della fermentazione lattica;
  • discesa del pH sotto la soglia critica;
  • temperatura adatta;
  • gestione che limiti muffe e alterazioni superficiali;
  • conservazione corretta una volta raggiunto il risultato desiderato.

Un vaso chiuso, ben riempito e con poco spazio d’aria può essere utile per limitare muffe e ossidazioni superficiali. Ma è importante non raccontarlo come una barriera contro il botulino: C. botulinum ama proprio gli ambienti poveri di ossigeno. Il vaso chiuso funziona perché favorisce il processo fermentativo nel suo insieme;  ma la protezione specifica deriva soprattutto dall’acidificazione e dagli altri ostacoli correttamente gestiti.

Allo stesso modo, tenere i vegetali sotto la salamoia aiuta a controllare la superficie e a limitare microrganismi indesiderati. Per partire dalle basi puoi consultare la mia guida completa alle verdure fermentate e il calcolatore del sale per la fermentazione.

Fermentazione sicura non significa “qualsiasi fermentato è sicuro”

Le considerazioni appena fatte valgono per una lattofermentazione vegetale correttamente condotta. Non vanno trasferite automaticamente a ogni prodotto che chiamiamo fermentato.

Pesce, carne, preparazioni sottovuoto, oli aromatizzati, prodotti proteici e fermentazioni tradizionali condotte senza parametri affidabili possono avere rischi diversi. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che alimenti conservati o fermentati in modo scorretto possono essere veicolo di botulismo.

Dire “è fermentato” non è una certificazione di sicurezza. Dobbiamo sapere che cosa sta fermentando, quali microrganismi guidano il processo, quali barriere sono presenti e come verifichiamo che la trasformazione sia avvenuta correttamente.

Sale, pH e frigorifero: perché nessun numero basta da solo

Il sale seleziona, ma non risolve tutto

Nella lattofermentazione domestica delle verdure lavoro generalmente con percentuali intorno al 2,5–3%, adattate alla tecnica e all’ingrediente. Questo livello favorisce un processo stabile e seleziona i batteri lattici, ma non riduce da solo l’attività dell’acqua fino a trasformare una verdura poco acida in una conserva sicura a prescindere dalla fermentazione.

È quindi sbagliato ragionare così: “Ho messo il sale, dunque il botulino è impossibile”. Il sale fa parte del sistema; non è il sistema intero.

Il pH è un indicatore importante, non un certificato

Sotto pH 4,6 le spore di C. botulinum non riescono a germinare e svilupparsi. Per prudenza domestica, nelle verdure fermentate considero utile un valore finale inferiore a 4,5 meglio ancora sotto 4.2. Ma bisogna misurare correttamente, usare uno strumento calibrato e ricordare che solidi e liquido possono non essere perfettamente equivalenti nella misurazione.

Un valore letto una sola volta non dimostra retroattivamente che il processo sia stato ben condotto. Non ci dice quanto velocemente il pH sia sceso.

Il frigorifero rallenta, non cancella

La refrigerazione è fondamentale per rallentare molte trasformazioni e conservare il fermentato quando ha raggiunto il profilo desiderato. Tuttavia non distrugge le spore e non elimina una tossina eventualmente già formata. Inoltre alcuni ceppi non proteolitici di botulino possono crescere a temperature più basse rispetto ai ceppi proteolitici, quindi la frmentazione in frigo non è necessariamente più sicura di quella fuori frigo.

Per comprendere come il caldo e il freddo cambino i diversi processi puoi leggere la guida alle temperature ideali di fermentazione.

Come capire se una conserva è contaminata dal botulino?

La risposta più onesta è questa: non possiamo riconoscere la tossina botulinica con i sensi. Non ha un sapore, un odore o un colore caratteristico.

Un tappo gonfio, la perdita del sottovuoto, fuoriuscite di liquido, schiuma, poco gas inatteso, colori innaturali, muffe o odori anomali sono segnali sufficienti per non consumare il prodotto. Ma il contrario non vale: un barattolo apparentemente perfetto non dimostra che la ricetta e il processo fossero sicuri.

Non assaggiare per controllare. Anche una piccola quantità di alimento contenente tossina può provocare la malattia. Se non conosci la procedura utilizzata o sospetti che la conserva sia stata preparata male, non consumarla.

Nei fermentati, invece, bollicine, torbidità, pressione e cambiamenti aromatici possono essere perfettamente normali. Per questo non basta una lista generica di segnali: bisogna interpretarli in relazione al processo. La guida Fermentazione andata male: cosa è normale e cosa buttare aiuta a distinguere attività fermentativa, lieviti superficiali, muffe e alterazioni.

La cottura elimina il botulino?

La domanda contiene già un’ambiguità: vogliamo eliminare le spore oppure inattivare la tossina?

  • Le spore sono resistenti alla normale bollitura domestica ma sono innocue. Per le conserve poco acide servono processi termici validati a temperature superiori (come la sterilizzazione a 121 C°) a quelle raggiungibili con una pentola normale che le disattivano e non ne permettano più la crescita.
  • La tossina è termolabile e può essere inattivata da un trattamento termico adeguato, cottura ad 85 C° per 15 minuti.

Tecnicamente, quindi, spore e tossina si comportano in modo diverso. Praticamente, però, non consiglio di trasformare questa informazione in una procedura di recupero casalingo. Se una conserva è sospetta, il problema non è dimostrare quanto siamo bravi a bollirla: è che non conosciamo la distribuzione della tossina, la storia del prodotto e gli altri microrganismi eventualmente presenti. La scelta prudente è non consumarla.

Il botulismo in Italia: i dati aggiornati

L’Italia rimane uno dei Paesi europei con la maggiore incidenza di botulismo alimentare, soprattutto per la forte tradizione di conserve domestiche.

Secondo l’aggiornamento diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2025, tra il 2001 e il 2024 sono stati segnalati al sistema di sorveglianza nazionale 1.276 casi clinici sospetti. I casi confermati in laboratorio sono stati 574: 526 di botulismo alimentare, 43 di botulismo infantile e 5 da ferita. Nello stesso periodo sono stati registrati 15 decessi, con un tasso medio di letalità del 2,6%.

I dati non servono per alimentare la paura. Servono a ricordare che la malattia è rara, ma che le procedure domestiche improvvisate continuano ad avere conseguenze reali. Tra gli alimenti più frequentemente coinvolti in Italia compaiono conserve vegetali sott’olio o in acqua e salamoia, in particolare funghi, olive e cime di rapa.

Quali sono i sintomi e cosa bisogna fare?

Nel botulismo alimentare i sintomi compaiono in Italia mediamente tra 24 e 72 ore dopo il consumo, anche se l’intervallo possibile è più ampio. I segnali caratteristici sono neurologici e possono includere:

  • visione annebbiata o doppia;
  • difficoltà a mantenere aperte le palpebre;
  • secchezza della bocca;
  • difficoltà a parlare e deglutire;
  • debolezza muscolare progressiva;
  • nei casi gravi, difficoltà respiratoria.

Il botulismo è un’emergenza medica. Se dopo il consumo di una conserva compaiono sintomi compatibili, bisogna rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, indicando che cosa è stato mangiato e quando. Se disponibile, il residuo della conserva o il contenitore non lavato può essere utile alle autorità sanitarie: va tenuto chiuso e maneggiato il meno possibile, senza assaggiarlo nuovamente.

Come prevenire il rischio: le regole davvero importanti

  1. Non improvvisare le conserve poco acide. Carne, pesce e molte verdure richiedono processi che non si possono sostituire con la semplice bollitura.
  2. Segui ricette affidabili e non ridurre arbitrariamente sale, aceto o zucchero. Modificare il gusto può significare rimuovere una barriera di sicurezza.
  3. Distingui acidificazione e fermentazione. Aggiungere aceto e produrre acido lattico attraverso i microrganismi sono processi differenti.
  4. Non considerare l’olio un conservante microbiologico. L’olio crea anaerobiosi e richiede che l’alimento sia stato reso sicuro prima.
  5. Per le verdure lattofermentate usa sale, temperatura e tempi coerenti. Il processo deve acidificare correttamente.
  6. Misura il pH quando serve.
  7. Scarta ciò che è sospetto. Non assaggiare per capire se “è ancora buono”.

Domande frequenti sul botulino nei fermentati e nelle conserve

Il botulino può svilupparsi nelle verdure fermentate?

Una lattofermentazione vegetale correttamente impostata crea condizioni sfavorevoli al botulino, soprattutto grazie alla discesa del pH. Il rischio non va però escluso semplicemente perché un alimento viene chiamato “fermentato”: ricetta, sale, temperatura e acidificazione devono essere coerenti.

Chiudere il vaso favorisce il botulino?

Il botulino è anaerobio, quindi l’assenza di ossigeno non è una protezione. Un vaso chiuso può comunque essere adatto alla lattofermentazione perché favorisce la gestione dell’ambiente e limita muffe superficiali. La sicurezza deriva dall’intero processo, soprattutto dall’acidificazione, non dal coperchio.

Un pH inferiore a 4,6 rende sicuro qualsiasi alimento?

Il pH inferiore a 4,6 impedisce la germinazione e la crescita di C. botulinum, ma non corregge ogni altro rischio microbiologico e non sostituisce una ricetta validata. La misurazione deve inoltre essere eseguita correttamente sul prodotto rappresentativo, non interpretando automaticamente il solo liquido superficiale.

Che odore e che sapore ha il botulino?

La tossina non ha un odore o un sapore riconoscibile. Un prodotto alterato va scartato, ma un prodotto apparentemente normale non è per questo sicuramente privo di tossina.

Un tappo gonfio significa sicuramente botulino?

No. Il gas può essere prodotto da microrganismi differenti. Tuttavia un contenitore gonfio, che perde, spruzza liquido o ha perso il vuoto non deve essere assaggiato né consumato. L’assenza di rigonfiamento, d’altra parte, non prova la sicurezza.

La bollitura rende sicura una conserva sospetta?

Il calore può inattivare la tossina, mentre la normale bollitura non distrugge le spore. Per il consumatore la regola prudente resta non mangiare una conserva sospetta o preparata con un processo sconosciuto: la cottura non deve essere usata come metodo di recupero.

Il congelamento elimina il rischio?

No. Il congelamento arresta la crescita microbica finché l’alimento resta congelato, ma non distrugge necessariamente le spore e non elimina una tossina già presente.

Le spore sono pericolose per i bambini?

Nel botulismo infantile le spore possono colonizzare temporaneamente l’intestino dei lattanti. Per questo il miele non deve essere somministrato ai bambini sotto i 12 mesi. È una forma diversa dal botulismo alimentare dell’adulto.

Conclusione: non temere il barattolo, controlla il processo

Il botulino è un avversario silenzioso, ma non misterioso. Conosciamo abbastanza bene le condizioni di cui ha bisogno e sappiamo quali ostacoli possono impedirgli di produrre la tossina.

La lezione più importante non è “non fare conserve” e nemmeno “la fermentazione è sempre sicura”. È più semplice e più seria: non lasciare nulla al caso.

Una verdura lattofermentata con una ricetta affidabile, una quantità di sale adeguata e un’acidificazione corretta non è la stessa cosa di una verdura poco acida messa direttamente sott’olio. Capire questa differenza permette di fermentare con maggiore tranquillità, senza paure irrazionali e senza quella sicurezza eccessiva che, in cucina, può essere molto più pericolosa della prudenza.

A chi potrebbe piacere questo articolo? Condividilo
Marco Fortunato I'm in fermentation

Marco Fortunato è il fondatore di I'm in fermentation

Un progetto focalizzato sulla ricerca, la sperimentazione e la diffusione della cultura dei cibi fermentati. Con un approccio che combina tecnica, creatività culinaria e sostenibilità, Marco ha trasformato la fermentazione da pratica tradizionale a strumento di innovazione gastronomica. Oltre alla sua attività di divulgazione, organizza corsi in tutta Italia e online per insegnare le tecniche pratiche di fermentazione domestica e professionale, aiutando persone e chef ad approfondire questi processi e ad applicarli con consapevolezza nelle proprie cucine.

È anche autore di tre libri dedicati alla fermentazione e ai cibi vivi:
• Guida pratica al kefir d’acqua e di latte (anche vegetale), che illustra metodi e benefici del kefir, considerato uno degli alimenti fermentati più antichi e salutari;
• Guida pratica al kombucha, un testo che approfondisce la cultura e le tecniche di preparazione del tè fermentato kombucha;
• I’m in fermentation. Guida completa sui cibi fermentati, una guida ricca di tecniche, spiegazioni e ricette per avvicinarsi in modo completo alla fermentazione domestica.

Marco Fortunato

Vuoi fare un'esperienza diretta nel mondo della fermentazione e dei cibi fermentati?

Oppure partecipa ai prossimi eventi

Passa dalla teoria alla pratica, partecipa ad un corso ed impara in diretta tutti i segreti della fermentazione. Nel calendario potrai trovare corsi in ogni parte d'Italia o formazioni personalizzate residenziali a casa mia!

12/10/2026

Via Reano, 16, 10090 Buttigliera Alta TO, Italia

Piemonte

Masterclass Fermentati in Piemonte. Produzione del koji ed utilizzo in cucina. Corso teorico/pratico. Verdure fermentate, Koji, Garum vegetali, Miso
125,00€

19/10/2026

GEVAT Cucine Professionali, Via Po, 30/int. 19, 53018 Pian dei Mori, SI, Italia

Toscana

Teoria e pratica della fermentazione. HACCP e di gestione dei fermentati in cucina. Koji ed applicazioni. Marinature enzimatiche
120,00€

25/10/2026

Dalle Stelle Alle Stalle, Via Lombardia, Rho, MI, Italia

Lombardia

90,00€

27/10/2026

Trattoria All'Angelo, Via dell'Angelo, Piovene Rocchette, VI, Italia

Veneto e Friuli

Il prezzo e la modalità di iscrizione sono indicati nel link in descrizione dell'evento.
Gratuito

31/10/2026

La Casa del Bosco | Home Restaurant, Via Giarin, Cinto Euganeo, PD, Italia

Veneto e Friuli

90,00€

01/11/2026

La Fattoria di Sara e Giulia, Via San Pio X, Fossalta di Portogruaro, VE, Italia

Veneto e Friuli

90,00€

08/11/2026

Il Maialino Verde, Via dei Canneti di Castelluccia 32, 00048 Marino (RM), Italia

Lazio

Corso di livello medio-alto su camembert, roquefort, caciotta, tempeh e tofu-formaggio. L’8 novembre 2026, ore 09:30–17:30, Home restaurant Il Maialino Verde, Marino (Roma): teoria, dimostrazioni, pratica e assaggi.
110,00€

90,00€

10/11/2026

Via Bartolomeo Centogatti, Roma, RM, Italia

Lazio

Produzione del Koji, Miso, Shiokoji, Amazake, garum
Gratuito

21/11/2026

Kymì, Via Trieste, 54, 37135 Verona, VR, Italia

Veneto e Friuli

Corso base sulla produzione di Tempeh e di tofu fermentato a Verona presso il ristorante Kymi
65,00€

21/11/2026

Capolavia Azienda Agricola, Via Rodolfo Rossi 66, Rovigo (RO), località Grignano Polesine

Veneto e Friuli

Una giornata in Capolavia con Andrea e Marco Fortunato: visita all’orto e raccolta, poi pratica con verdure fermentate, kombucha, kefir di latte e d’acqua. Sabato 21 novembre 2026, ore 10:00–18:30.
Gratuito

21/11/2026

Capolavia Azienda Agricola, Via Rodolfo Rossi 66, Rovigo (RO), Veneto, Italia

Veneto e Friuli

A Rovigo, una giornata tra orto autunnale e fermentazione con Andrea e Marco Fortunato: raccolta, pranzo condiviso, verdure fermentate, kombucha e kefir. Sabato 21 novembre 2026, 10:00–18:30.
Gratuito

22/11/2026

Guiglia, MO, Italia

Emilia Romagna

Corso sulla fermentazione alimentare di cibi e bevande tenuto da Marco Fortunato | I'm in Fermentation a Modena
90,00€

28/11/2026

Agriturismo Il Grano, Via Tese 12, località Castrezzone, 25080 Muscoline (BS), Italia

Lombardia

Una giornata pratica a Muscoline (BS), il 28 novembre 2026 dalle 09:00 alle 17:00: kefir di latte e d’acqua, kombucha, verdure fermentate, limoni fermentati e kimchi. Quota 90 € in sconto a 75€ fino al 15 novembre, dispense digitali e video inclusi. Pranzo escluso.
90,00€

75,00€

05/12/2026

Ristorante Animo – Animo Cucina Naturale, Viale Europa 60, 25133 Brescia (BS), Lombardia, Italia

Lombardia

Mezza giornata pratica sul koji a Brescia: amazake, shiokoji, miso e verdure inoculate. Sabato 5 dicembre 2026, 09:00–13:00, al Ristorante Animo. Quota 75 €, dispense digitali incluse. Pranzo escluso.
75,00€

19/12/2026

Zoom o Google meet

Online

Regala un webinar di tre ore per imparare la tecnica fondamentale per la produzione casalinga del Tempeh. Trucchi e segreti maturati in oltre dieci anni, per aiutarti a fare a casa il miglior Tempeh possibile, con anche l'assistenza post corso unica di I'm in fermentation
35,00€

29,00€

20/12/2026

Zoom o Google meet

Online

Un ottimo regalo per te o per chi desideri. Imparare a produrre verdure fermentate con il corso di I'm in fermentation. Webinar in quattro ore per diventare autonomi nella produzione dei lattofermentati
29,00€

27/12/2026

Online

Webinar online il 27 e 28 dicembre 2026, ore 17:00–20:00: caciotta di mandorle, camembert e roquefort di anacardi, tofu inoculato. 6 ore, livello medio / medio-avanzato, registrazione senza scadenza e supporto Telegram.
59,00€

19/01/2027

Zoom o Google meet

Online

95,00€

77,00€